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Radiotelescopi - Radiotelescopes

  • Taurus A (M1) "scoperta" dal radiotelescopio SPIDER

    Taurus A è la radio sorgente nella costellazione del Toro che corrisponde alla Nebulosa del Granchio (M1), il resto di supernova esplosa il 4 luglio 1054 e annotata da astronomi cinesi ed arabi del tempo. Da allora la nube di gas si è espansa ed oggi è grande oltre 6 anni luce. In questo articolo vediamo come il radiotelescopio SPIDER l'ha "scoperta" catturandone le onde radio emesse e convertendole in una radio mappa, una vera e propria fotografia in onde radio di questa nebulosa. Infatti si ritiene che Taurus A emetta onde radio per radiazione di sincrotrone causata da elettroni in veloci moti a spirale attorno alle linee di campo magnetico generati dalla pulsar al suo interno. Grazie alla grande antenna e al ricevitore H142-One a 1420 MHz il radiotelescopio SPIDER è riuscito a registrarne facilmente il debole segnale e, grazie alla precisa montatura e al sistema di puntamento, ha generato una radio mappa con la stessa tecnica usata dai radio telescopi professionali.

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  • Cassiopea A registrata con il radiotelescopio SPIDER

    Cassiopea A è un resto di supernova molto importante per la radioastronomia in quanto è la più brillante radiosorgente extrasolare che si registra nel cielo quando si studiano frequenze superiori a 1 GHz. Se da un lato questa caratteristica la renderebbe alla portata anche di radiotelescopi dotati di antenne non enormi, è vero che Cassiopea A è comunque una radiosorgente relativamente debole. Infatti alla frequenza di 1,42 GHz ha un flusso di circa 2400 Jansky, decisamente meno dei circa 40000 Jansky del Sole! In questo articolo vediamo come usare radiotelescopio SPIDER e il suo software RadioUniversePRO per registrare il segnale proveniente da Cassiopea A allineando l'antenna, eliminando il segnale artificiale e registrando transiti, spettri e radio mappe. Continua a leggere

  • Esperimenti: emissione radio del Sole con i radiotelescopi SPIDER

    L'emissione radio del Sole può essere studiata utilizzando i radiotelescopi SPIDER. Infatti il Sole è una delle sorgenti radio più interessanti del cielo. La nostra stella infatti non emette solo luce visibile ma anche altre frequenze dello spettro elettromagnetico. Ad esempio, tutti riconoscono il calore dell’illuminazione solare sulla nostra pelle, espressione della radiazioni infrarossa. In questo articolo vediamo come i radiotelescopi SPIDER rilevano le onde radio in arrivo dal Sole e spieghiamo come generare transiti, radiomappe e spettri utilizzando il software di controllo RadioUniversePRO. Effettuiamo il puntamento e l'allineamento automatico sul Sole, l'individuazione e la eventuale eliminazione delle interferenze e la cattura dei diversi risultati.

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  • Radioastronomia a scuola con i radiotelescopi SPIDER

    E' possibile fare radioastronomia a scuola? In generale, le attività che molte scuole sviluppano in astronomia sono solitamente fatte con telescopi ottici in quanto gli strumenti per le altre bande dello spettro elettromagnetico sono ritenuti troppo costosi o difficili da usare. Questo, spesso, si traduce in singole visite serali con gli studenti presso gli osservatori pubblici e quindi non è possibile effettuare uno studio continuativo. Grazie ai nostri radiotelescopi SPIDER è però possibile effettuare realmente radioastronomia a scuola in quanto, a differenza di un telescopio ottico, possono essere usati anche di giorno e quindi anche durante il normale orario di lezione! Il radiotelescopio SPIDER viene installato all'esterno e viene controllato in remoto, ad esempio dalla classe o da un laboratorio. Continua a leggere

  • La radioastronomia per astrofili

    Siete astrofili? Avete già una montatura equatoriale con almeno 50 Kg di carico e attacco Losmandy (tipo EQ8)? Scoprite come oggi, grazie ai prodotti sviluppati da PrimaLuceLab, potete trasformare il vostro telescopio in un radiotelescopio amatoriale, senza la necessità di avere approfondite conoscenze di tecniche radio. Continua a leggere

  • I più grandi radiotelescopi del mondo

    I più grandi radiotelescopi del mondo sono utilizzati dai radioastronomi professionisti e spesso, grazie alla loro disponibilità, è possibile visitarli. Sono macchine straordinarie, dotate di gigantesche parabole o varie antenne, progettate per lavorare da sole o in interferometri (insieme ad altri radiotelescopi). Vengono utilizzati per studiare nelle frequenze delle onde radio gli oggetti dell'Universo ma spesso vengono usati anche per il monitoraggio delle sonde spaziali o per gli studi dell'atmosfera terrestre. Continua a leggere

  • I risultati dei radiotelescopi: immagini, transiti e numeri

    Quali sono i risultati che possiamo ottenere utilizzando i radiotelescopi? Immagini, transiti e numeri: vediamo brevemente come. Quando effettuiamo una fotografia di un oggetto dell'Universo, utilizziamo solitamente una camera digitale che presenta molti pixels (solitamente diversi milioni). Quindi, quando effettuiamo la posa, nello stesso momento la luce che riceviamo "illumina" i diversi pixel: ognuno di essi registra luce che arriva da zone diverse del cielo, anche se tra loro molto vicine. Continua a leggere

  • Cos'è la radioastronomia amatoriale?

    Cos'è la radioastronomia amatoriale? Più in generale, la radioastronomia è una scienza che è studia gli oggetti dell'Universo attraverso la misura delle onde radio da loro emesse. Per farlo, utilizza concetti di fisica, astronomia, elettronica e informatica per costruire appositi strumenti, i radiotelescopi, che a causa della debolezza del segnale da studiare devono essere generalmente molto grandi (infatti utilizzano anche parabole di grandissimo diametro, fino a 100 metri).

    Se gli astronomi utilizzano questi imponenti strumenti, può un non professionista registrare le onde radio provenienti dallo spazio? Continua a leggere

  • Dalla radio a radiotelescopi, una semplice introduzione

    I radiotelescopi, soprattutto quelli professionali, possono avere un funzionamento complicato da spiegare e perciò, semplificando, cominciamo parlando più in generale della radio (cioè lo strumento elettronico che consente di captare e amplificare le onde radio). Questo strumento è nato grazie alle scoperte di molti scienziati ma Guglielmo Marconi viene universalmente riconosciuto come vero inventore di questa tecnologia: già nel 1895, all'età di 21 anni, egli riusciva a trasmettere un segnale in codice Morse a circa due chilometri di distanza mentre, nel 1901, riusciva trasmettere segnali dall’Irlanda fino al confine tra USA e Canada.

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